di un libro

già, un libro

uno coi fogli appena stampati

che odora di inchiostro chimico

col rumore lento e sordo dello sfogliarlo

con dentro l illusione di tante vite

con dentro questo , tutto il bel resto sparso

prima che la ram decida di azzerare pensieri e parole

 

illogicamente

 

piacevolmente

illogico è  tornato per un attimo , fosse uno spalmato su una giornata semilavorativa

ha detto di se, in prima persona, ad una seconda persona , vicina per l’attimo del web

ha detto senza pensarci , senza ripensarci di se e di silvia

chè nessuno sa

nessuno deve sapere e i verbi al presente o poco passato la tengono ancora su

 

Il nuovo logico pensiero

Non c ”è nulla da dire e spero non sia per sempre 

i per sempre durano spesso meno di una vita

sono il contrario ad alimentarne l’enfasi

Oggi illogico è un altro

uno più attento a se , alla vita che spesso da colpi di coda per lasciarlo

per fuggire via

pensando che ci sia un al di là senza aver vissuto appieno un al di qua

senza sapere quant ‘è appieno ne quando basta.

 

post post

non è un post, ma piuttosto un modo per tener acceso qua

qua che è un altroquando solo di nome,

di fatto è un archivio

che un giorno troverò incendiato

cenere

sparito

cosi pare accada

parole di vento

quanto tempo che non metto piu piede qua dentro

sa di vecchissimo, di lontano, di quasi oblio misto a sorrisi benevoli

eppure , oggi, lo lascio un pensiero

per me , per questo posto pieno di parole e tempi lontani

quando tanto era diverso

non io , io mi evolvo, invecchio

cammino

mi siederò quando non potrò fare altro

mi dicevo ,

con una convinzione ancora realistica

“…perchè quando eri felice ,non telefonavi tu” e. ruggeri 13.09.2008

Da anni ormai ,sporco le pagine di excite, e anche se sono stato altrove , sono tornato sempre qua, da dove non vorrei cancellare più nulla,perchè quando scendo giù in archivio, tra la polvere e i ragni mi ritrovo e riconosco (certe volte coi sorrisi per la vecchia meraviglia), sempre,nei diversi specchi coperti di ragnatele e pezzi di vita del passato,comunque vissuti a regimi piuttosto rilevanti, convinto e ripetitivo del fatto che perdere il tempo sia l’ottavo peccato capitale.
Perchè non credo sia mai capitato che abbia scritto di altri se non di me.
E che voglia dire egocentrismo o, vanità,non è importante ,perchè credo sia stato significativo il rispetto per gli altri, di cui ho detto si,ma specificatamente all’incrocio con i miei passi, siano essi stati virtuali che no.
Ho tralasciato, per consuetudine e convinzione, argomenti di attualità,politici,religiosi, e tutto il bel resto che può essere, per restare nel mio angolino, addobbato, e continuamente ristrutturato secondo le mie sempre cangianti tendenze o idee .
Ad un blog credo ci s’affezioni un po,e a me capita con pochissime cose, ma poche poche.
Anche il mio cane l’ha capito, ci detestiamo e rispettiamo secondo le leggi della natura e dell’opportunismo.
Quando uno dei due morirà,e io spero prima lui, l’altro verserà una lacrima di cortesia, perchè ,nella forma più gentile è la più genuina delle attenzioni.
Cosi, mi son visto passare un bel po di gente, quantità spalmata nel tempo piu che nello spazio,cosi come io sono stato in giro, con le mani in tasca, a girare e girare per diverse piattaforme in cerca della frase, del post che avrebbe preso quella parte del tempo che avevo da spendere tra le parole elettriche dei blog.
Ho perduto molti indirizzi nei vari traslochi,come negli sfratti, credo qualcuno prezioso,e qualcun altro meno, e forse,dalle tasche bucate di chi gioca alla corsa ad ostacoli ,come piu o meno tutti ,cadono solo le cose che devono cadere,oltre quelle che passano attraverso quello strappo.
Forse è tutto naturale, già scritto, e insegnato.
” l ‘alunno ha delle ottime potenzialità,ma si distrae troppo e questo non gli consente di raggiungere uno stato perlomeno discreto di preparazione”.

“Se tutti sono dei privilegiati ,allora non ci sono privilegiati.”. 01.09.2008

In realtà mancavano poche pagine, ritrovarlo in tribunale è stato come dover andare avanti,
non voler,certo, dovere
perchè dovevo riavviare la proiezione di quel processo e dell’inizio di quella che non mi aspettavo come fine.
Ma se esiste un inizio è scontata l’ultima pagine come scontata la morte, e tant’altro, anche se ci si ostina a dire ” per tutta la vita”.
Meursault muore si, ma come tutti , lo dice chiaramente, e non fa differenza se prima o dopo di tanti altri, la percezione cosi nobile della vita intesa come esistenza , cosi come un buon resto si ostina a sopravvivere coi sacrifici e con i tumulti dell’emozioni cosi effimere da confondere un unico disegno .
Mi hanno detto che l’avrei odiato, io sapevo che non sarebbe stato cosi, quando ha ucciso , io sentivo quel caldo, quel sole opprimente.lo stesso del funerale della madre , e sarei stato tra i pazzi non sorridendo in quell’aula quando seriamente Meursault disse che fu il caldo a fargli premere il grilletto.
Io conoscevo quella sensazione di sonno quando tutto in torno precipita odiventa soffocante,. la voglia di rimanere solo seppur tra quattro mura e coperte fetide di mille e mille umori e odori.
” quando mi succede qualcosa voglio esserci”, ecco, non ho mai mancato un appuntamento dove si discuteva di me.
” non ero forse sicuro di ciò che mi interessava,ma ero perfettamente sicuro di ciò che non mi interessava”!
Non avrei riso,in quell’aula, perchè avrei sospettato prima di ridere . sicuro , sicuro, 
leggendo questo racconto, sapevo che nella finzione Meursault era sincero,che il non volersi difendere da un giudice istruttore o da un PM non era un arrendersi o fregarsene della realtà che viveva,ma credo sia legato tutto alla fine del racconto,alla consapevolezza che non c’è il peccato se non si conosce il peccato,e non è un’anima dannata a pensarlo ma una genuina consapevolezza di un uomo che avrebbe semplicemente voluto vivere secondo nessuno schema, secondo leggi non dettate ne dalla ragione ne a pari importanza del cuore .
Una condanna dalle leggi dell’uomo-
Io lo sapevo che l’ avrei sviscerato cosi, come mai avrei voluto, non volevo i perchè ,capire, finire ,perchè sa di morte tutto questo,e non c’è ragione da spiegare,questo libro è una donna ,che ho cercato di trattenere contro lo sfogliare delle pagine di oggi ,le poche pagine che erano rimaste.
Ho cercato nel libro quello che volevo vedere e si,l’ho trovato, era coscienza,cosi nascosta e anzi rinnegata quasi..

Una coscienza che per tutto il racconto è stata trascurata ,ma che fa dire a Meursault a proposito di desiderare un’altra vita ,che si, ci pensava come a tanti altri desideri di un ordine minimo, …e: ” Una vita in cui possa ricordarmi di questa.”.
Io so che potrei rileggre questo libro più e più volte, so che ogni volta sarà un pezzo in più ,ogni parola ogni sillaba letta e riletta sembrerà sempre più chiara ,ma ogni volta sarà rivivere ciò che non è più ,che non sarà più,e non voglio ricordare tutto, voglio solo ricordare il buono, un bacio, un abbraccio magari, un sorriso e le carezze .

E tutto ritorna alla madre,che alla fine dei suoi giorni aveva avuto il coraggio di ricominciare al tramonto la speranza di una nuova alba,e per questo nessuno aveva il diritto di piangerne la morte perchè proprio alla fine dei suoi giorni era pronta a rivivere tutto.
Cosi lui: 

«Dinanzi a questa notte carica di segni e di stelle, mi aprivo per la prima volta alla tenera indifferenza del mondo. Sentendola così simile a me, così a me fraterna anche, ho capito che ero stato felice, e che lo ero ancora. Perché tutto sia consumato, per sentirmi meno solo, arrivai ad auspicare che ci fossero molti spettatori il giorno della mia esecuzione e che mi accogliessero con grida di odio». 

io, spero in un bene che per quanto grande non si fermerà davanti a nessun dubbio,un bene che ti avvolga o ti riavvolga aggiunto a tant’altro che hai intorno e che,seppur grandioso, meriteresti il doppio.

io poi conoscevo questa frase senza averla letta:
” In ogni modo,io non ero forse sicuro di ciò che mi interessava realmente,ma ero perfettamente sicuro di ciò che non mi interessava”.

momenti 29.08.2008

Dovrebbero essere ormai quattro anni, o poco meno che aggiungo dati alla rete, prendendoli direttamente da casa mia, e mai ,mai altrove,anche se qualche volta sarebbe stato opportuno se non più piacevole.
E’ che non si riesce a fare diversamente,disconoscendo meccanismi e regole per fare quel che ,in ogni caso preserva o conserva ,e per chi poi, da chiedersi diligentemente.
Mi sono chiesto ,qualche volta, tipo adesso, quanta gente è passata da qua, spesso statisticamente o puramente per questioni temporali o cortesie varie.
Qualche piccola diatriba , che per spicciarmi ,o togliermi da torno è stata relativa ai modi diversi di porsi ,prima che di scrivere, perchè sull’ultima ipotesi non potrei batter ciglio, essendo per la libertà più assoluta ,che sia di contenuti che di forma.
Il resto è stato quasi sempre un bel confronto, disteso sulle basi più o meno personali e figlie di sconfitte e vittorie che ogni volta dovrebbero essere cancellate , la forma mentis,dovrebbe essere contemplata tra le pagine delle malattie ,prima che altrove.
Non che l’esperienza non serva , ma sarebbe più costruttivo presentarsi alle discussioni con quello che l’istinto e madre natura ci ha donato, sapiente quanto pura maestra di conoscenza, riferito alla struttura del dna prima che alla memoria delle cellule celebrali, perchè labili e qualche volta confuse da troppe variabili sia temporali che induttive.
Mi ritrovo cosi, ad un certo punto di questo cammino virtuale a tirare dei conti, non matematicamente, certo, non saprei neanche come fare, ne come giustificarmi col mercante che mi vende/passa il tempo.
Dicevo, è più un’autoanalisi per capire dove sono , e perchè sono, non per cambiare ,ci mancherebbe , i cambiamenti personali o meglio quelli poco inclini a bruschi cambi di direzione sono altrove ,sicuramente non qua , dove ,per fortuna esiste e anzi osanno la libertà di movimento in ogni occasione, e in questo post sono già a quota due.
Sono passato spesso da qua, certe volte con curiosità , altre per rileggermi e, tornare un attimo dietro, quando c’era uno anzichè un altro stato d’animo , tutti figli miei ,ovviamente tutti riconosciuti e degni del ricordo e della cura che posso riservare ai miei momenti.
L’archivio si dice ” cose vecchie” , un termine che c’ha del marcio dentro ,e che cambierei con ” momenti” ,perchè ogni post è quello che è stato, e ogni post è stato il migliore ,se dovessi mai classificarli,e ce ne vorrebbe di stronzaggine a far una cosa del genere.
Perchè ogni post è un momento che un altro non c’è ,ne ci sarà , se qualcuno si somiglierà sarà un surrogato ricercato e bizzarro quanto sterile e inefficace,visto dal lato terapeutico della questione, ovvio che non che serva a guarire nessuno e niente,ma di certo potrà,avrà avuto la sua importanza tra pensato e scritto essendo passato per l’asciuga panni della mente,cosichè risutli più leggero,più digeribile e perchè no, più presentabile al signore che conserva le cose,rendendo la moneta degli stati d’animo.
Purtroppo i vecchi appunti, o blog,sono spesso relegati nell’archivio al piano di sotto, la dove solo i topi o i ragni trovano un ambiente ottimale per viverci, è difficile scendere giù,come difficile soffermarsi su un post piuttosto lungo, intendendone il mero numero di parole, e sorvolando sull’estensione che due parole in fila potrebbero avere,e qua potrei dire dell’affetto e dell’adorazione per la cara lingua italiana, che spero in un ‘altra vita di poter studiare a fondo, e a fondo per presentarmi, vestito dell’arroganza più trasparente che esiste, ai corsi di letteratura di un’università.
Adesso è un tempo per sistemare le cose , una pausa piuttosto lunga e spiacevole tra le cose da vivere prima che da creare ,a cui non si può negare attenzione pur non desiderando altro.
E’ questo il tempo dove c’è tempo per scrivermi ,per appuntare,non maniacalmente spero, i miei momenti altrimenti più corridori e fugaci , altrimenti meno luminosi e considerati, meno vissuti e meno accorti o meno Scorti,ecco.
Chè l’abitudine non è cosa da poco conto, anzi da tenere nel cassetto delle controindicazioni,a prescindere.

Anime a tavola 26.06.2008

-In realtà non mi piacciono i blog, o i forum, è la cosa di chi la spara più grossa
più dotta, più intelligente.

S’appellerebbero impropriamente a gare con gli start sparigliati,questo perchè non 
ci sono ne spari ne corse ma la competizione si misura con metri tanto inusuali
quanto efficienti.
Elucubrazioni concettualmente espresse nelle forme che l’italiano comanda, che 
mi ripeto è meno discutibile della matematica, intendendo la sua l’opinabilità 
nelle forme più classiche.

Le persone fondamentalmente si dedicano ad un do ut des nella migliore
delle ipotesi,che andrebbe,anzi va più che bene per chi può cercare e/o 
dispendere l’olio per far(si) scivolare più agevolmente diverse verità ugualmente
vissute,o il contrario anche sul tavolo della popolare pubblicità.

Può suscitare un’infinità di sensazioni, e fortuna iuvat, qualche emozione, che
potrebbe valere la fiamma di una candela in certi inverni di freddo polare
addosso, che invece, risaputo conserva il corpo e amen per la mente.

Questo ,intendendo un blog lontano da ogni sfondo sociale,politico,satirico
opinionistico o palesemente propagandistico,come se ce ne fosse bisogno
o forse si, si, mi sa di si…vabbè.

Di contro s’accumula una discreta varietà di esperienze nei rapporti interpersonali
di diverse entità,passando dall’enfasi del nuovo alla delusione dello stesso nei 
soliti,cari, adorati sedicisecondi netti.
Reciterei un mea culpa ,se solo fosse mai servito,ma anche qua l’esperienza 
mi salva da certe “distrazioni”, e mi veste,madre previdente, di sana arroganza 
barra cinismo.

Ma il tempo in mezzo si sa, si misura con orologi taroccati,quelli,per intenderci
caricati con la molla della passione, che guai a metterci le mani che tanto
non si piega ne spiega,anzi mozzica.

Resta da spiegare il senso di questo post,un po per sfida,un po per gioco
ma che alla fine ,anche per una sottile logica infantile ,resta il prezioso ingrediente della ricetta di un passatempo tra due giorni fuori catalogo.
Ci metto un titolo ,spero d’aiuto, per farne un cerchio che visto di profilo
dia l’immagine di un ecg piatto…si,piatto. buon appetito.